Le mappe dei miei sogni di Reif Larsen


La particolarità che rende “strano” questo libro è la sua singolare impaginazione: la vicenda è infatti illustrata con immagini che accompagnano la narrazione fornendo grafici, elenchi, schizzi e mappe in ogni pagina, rispecchiando gli interessi cartografici del protagonista e la sua minuziosa attenzione per ogni dettaglio.

L’opera di Larsen, a torto talvolta accostata alla cosiddetta letteratura ergodica, è in prima istanza un tenero e commovente racconto di formazione, che si concentra sul difficile tentativo del piccolo TS Spivet di trovare l’orientamento e la misura delle cose, in un mondo dei grandi, così vasto e complesso da necessitare di un’incessante produzione di mappe esplicative.

L’odissea solitaria di un bambino, dal west rurale alla capitale degli States, rappresenta il balzo del passerotto che lascia il nido, dovendo improvvisamente, e con le sue sole forze imparare, a volare, facendo i conti con tutti i traumi e incidenti di percorso che la vita dissemina lungo la via. Una narrazione ricca di momenti brillanti, tenerezze e tanto divertimento.

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