In memoria di George Orwell



Il 21 Gennaio del 1950 ci lasciava uno dei più grandi giornalisti e scrittori della storia dell'umanità, credo che abbiate già capito di chi sto parlando, sono certo anche che la fotografia riportata qui sopra vi abbia dato un piccolo suggerimento. Stiamo parlando del sommo George Orwell, per i lettori più giovani posso citare alcune sue opere che di certo avrete sentito nominare, in primo luogo ricordiamo

1984 : Londra, 1984. Una guerra atomica, scoppiata pochi anni dopo la seconda guerra mondiale, ha diviso la Terra in tre potenze, in lotta fra loro e governate da regimi totalitari: Oceania, Eurasia ed Estasia. Nel superstato di Oceania, la società è controllata da un Partito che basa il suo potere sui principi del Socing, un socialismo estremo, il cui comandante supremo è il Grande Fratello, misterioso dittatore il cui viso compare ovunque nei teleschermi e nei manifesti di propaganda. Le principali città sono sorvegliate da pattuglie della Psicopolizia, una feroce organizzazione paramilitare poliziesca che ha come obiettivo, attraverso lo spionaggio, di tenere sotto controllo la vita dei cittadini (costretti ad indossare delle tute azzurre - per i membri del Partito Esterno - o nere - per membri del Partito Interno - numerate) affinché non commettano alcuna forma di "psicoreato" (ossia non pensino a cose scomode al regime). Le armate oceaniane, alleate con gli eserciti estasiani, sono inoltre in guerra contro gli eurasiani allo scopo di ottenere il pieno dominio dei loro territori, inviando nei deserti dell'Africa e nell'India meridionale diversi reggimenti di fanteria, di artiglieria e di carri armati.

Il trentanovenne Winston Smith è un impiegato del Partito Esterno che lavora presso gli uffici del Ministero della Verità, incaricato di "correggere" i libri e gli articoli di giornale già pubblicati, modificandoli in modo da rendere riscontrabili e veritiere le previsioni fatte dal Partito. Egli inoltre si occupa di modificare la storia scritta, contribuendo così ad alimentare la fama di infallibilità del Partito stesso, applicare le damnatio memoriae verso dissidenti "mai esistiti" e così via.

Apparentemente Winston è un cittadino malleabile; in realtà mal sopporta i condizionamenti del regime e non riesce ad adeguare la propria mente al bispensiero, tanto che comincia a scrivere su di un diario i propri sentimenti di malcontento nei confronti del regime. La sua vita cambia quando un giorno, durante una manifestazione di Due minuti d'odio diretti contro Emmanuel Goldstein, un oppositore del Grande Fratello, incontra Julia, una ventiseienne che si adatta al Partito Esterno solo per convenienza. Credendola un'agente della Psicopolizia, l'impiegato comincia a provare un sentimento di puro odio nei suoi confronti, sino a quando riceve da lei un piccolo foglio di carta con scritto: "Ti amo". Dopo qualche difficoltà, Winston si innamora di Julia nonostante il regime non voglia relazioni sessuali che abbiano scopo diverso dalla procreazione. Per evitare di essere scoperti durante i loro incontri amorosi, i due amanti, con l'aiuto del signor Charrington, un antiquario, trovano rifugio in una stanza situata nei quartieri riservati al Prolet, ovvero la zona della città meno sorvegliata perché abitata dalla classe operaia semianalfabeta.

Winston e Julia decidono infine di concretizzare la loro avversione al Partito collaborando con un'organizzazione clandestina di ribelli, detta la Fratellanza (Brotherhood), a cui O'Brien, importante funzionario del Partito Interno nel quale il protagonista vede una figura paterna, dice di appartenere. Così ricevono da lui un libro, Teoria e prassi del collettivismo oligarchico, il manifesto dell'organizzazione, che ne espone le ideologie anti-governative nei confronti del regime.

Ma in breve sono catturati da uno squadrone della Psicopolizia e consegnati separatamente in una prigione del Ministero dell'Amore; Winston e Julia vengono sottoposti a un programma di tortura fisica e psicologica condotta da O'Brien, che in realtà è un ufficiale della stessa Psicopolizia. Nel corso della prigionia Winston, evidentemente refrattario al condizionamento sociopolitico del Socing, subisce una tortura con cui viene portato ad allinearsi al Bispensiero, divisa in tre fasi: apprendimento, comprensione, accettazione. Nella prima fase, il dolore è intenso ma Winston resiste e non tradisce Julia. Nella seconda fase il dolore è insopportabile e l'aspetto fisico di Winston cambia, ma riesce ancora a resistere seppur conscio di rischiare una condanna a morte tramite fucilazione. Nella terza fase Winston viene condotto nella Stanza 101, dove si materializza la fobia più assoluta di ogni condannato: in questo caso in una gabbia, fissata sul suo volto, vengono messi dei topi, unici animali che lo angosciano anche nei suoi incubi notturni. Di fronte alla minaccia che il suo viso sia divorato dai topi, Winston, in preda al terrore più assoluto, tradisce Julia e rinnega i suoi sentimenti anti-governativi.

Dopo un vero e proprio lavaggio del cervello, il tentativo riesce perfettamente e Winston finisce per schierarsi dalla parte del Grande Fratello. Nel marzo 1985, Winston, ormai scarcerato e riabilitato, incontra Julia in un parco, ed entrambi ammettono di essersi traditi l'un l'altro. Qualche tempo dopo, il protagonista si siede da solo nel caffè Bar del Castagno dove apprende la notizia della vittoria militare dell'Oceania sugli eserciti eurasiatici in Africa. Il romanzo si chiude con Winston che guarda con ammirazione un manifesto del Grande Fratello e facendo così intuire al lettore il proprio cambiamento ideologico e il fatto che sarà probabilmente ucciso da un proiettile e che morirà in questo modo, amando il Grande Fratello. Al secondo posto possiamo citare l'ennesimo pilastro della letteratura noto grazie ad Orwell,

La fattoria degli animali : Il romanzo è ambientato in una fattoria nei pressi di Willingdon, in Inghilterra, dove gli animali, stanchi dello sfruttamento del loro fattore, il signor Jones, si ribellano, ispirati dal discorso del Vecchio Maggiore e guidati da Palladineve e Napoleone. La rivolta riesce, con il signor Jones che viene cacciato e gli animali che rinominano la fattoria come Fattoria degli Animali, dove scrivono i Sette Comandamenti, il più importante dei quali è "Tutti gli animali sono uguali". Mentre Palladineve insegna agli animali a leggere e a scrivere, Napoleone educa dei cagnolini ai principi dell'Animalismo. Ben presto, i maiali si ergono alla guida della fattoria. Poco dopo, però, Jones ritorna alla fattoria, stavolta in testa a una spedizione di altri fattori come lui; ne segue così una sanguinosa battaglia dove gli animali escono di nuovo vittoriosi, ma stavolta al prezzo di gravi perdite. In seguito, una sera, Palladineve annuncia i suoi piani di modernizzare la fattoria costruendo un mulino a vento, ma Napoleone si dichiara contrario, e ne segue un litigio che culmina con il secondo che fa inseguire il primo dai suoi cani, e si auto-dichiara così comandante supremo della fattoria. Con questo, Napoleone apporta un cambio governativo sostituendo le riunioni con un comitato di maiali a capo di tutto, e tramite un suo compagno, Squillo , diffonde una propaganda nella quale Palladineve intendeva in realtà aiutare il signor Jones a ritornare a essere il capo della fattoria, mentre Napoleone promette una vita più agiata in cambio di un duro lavoro, che tratta principalmente della costruzione del mulino, della quale egli si prende tutto il merito. Anche l'inno viene cambiato, da Animali d'Inghilterra a La Fattoria degli Animali, e viene ovviamente composto anche "Compagno Napoleone", un inno a favore di quest'ultimo, che sembra di adattare lo stile di vita di un umano. Rapidamente, il regime di Napoleone si fa sempre più brutale: molti animali che ammettono di aver aiutato Palladineve nelle sue "trame" (come definisce la propaganda di Napoleone) vengono giustiziati dai cani al suo servizio.

Napoleone si accorda con un fattore vicino, Frederick, il quale però li paga col denaro falso e poi attacca la fattoria, usando della polvere da sparo per far esplodere il mulino. Gli animali vincono di nuovo, ma tra i molti feriti vi è anche Gondrano, il cavallo; quest'ultimo, pur guarendo, soccombe alla vecchiaia (che per i cavalli rappresenta il dodicesimo anno di vita), e viene portato via da un furgoncino. All'arrivo del mezzo, però, l'asino Beniamino capisce subito che intendono portarlo al macello per farci la colla; e infatti, con la scusa di portarlo al veterinario, Napoleone ha programmato la vendita di Gondrano al macellaio per farci i soldi per acquistare del whisky. Passano gli anni, e al mulino che viene ricostruito se ne aggiunge un altro, che rende più ricchi gli animali, ma molti di loro sono morti o invecchiati, così come è morto il fattore Jones, spostatosi da un'altra parte. La Fattoria, però, è stata moralmente stravolta del tutto, ed è ritornata ad essere la Fattoria Manor, con gli ideali rivoluzionari completamente polverizzati: non ci sono più gli ideali proposti da Palladineve, i Sette Comandamenti sono stati sostituiti da uno solo, "Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri", la massima "Quattro gambe buono, due gambe cattivo" è rimpiazzata da "Quattro gambe buono, due gambe meglio" e i maiali iniziano ad assomigliare agli umani, poiché camminano dritto a due zampe, indossano abiti vistosi, dormono su enormi letti e bevono whisky. Una sera, Napoleone e gli altri maiali invitano a cena dei fattori locali, con i quali celebra un'alleanza; i due schieramenti giocano insieme a poker, finché sia Napoleone che il fattore Pilkington giocano allo stesso tempo l'asso di picche, generando un alterco tra i due; il tutto viene visto, dall'esterno, dagli altri animali, che non riescono più a distinguere il maiale dall'uomo.

Al terzo gradino credo sia il caso di posizionare una classico duro ma allo stesso tempo appassionante, Omaggio alla Catalogna : è il personale resoconto di George Orwell delle sue esperienze e osservazioni di combattente nelle milizie del POUM nell'esercito repubblicano durante la guerra civile spagnola. Giunto in Spagna - il 26 dicembre 1936 a Barcellona, in Catalogna - per combattere il Fascismo, Orwell fu aggregato come soldato della milizia del partito di sinistra antistalinista, ma quando nel giugno 1937, il POUM fu messo fuorilegge, egli fu costretto a fuggire. Le purghe degli anarchici da parte dei comunisti stalinisti, e la liquidazione del POUM, tacciato di trotzkismo, furono un momento decisivo per la sua maturità politica, spingendolo ad adottare una definitiva posizione contro il totalitarismo, aderendo al socialismo democratico.


Cosa ne sappiamo del suo stile e della sua filosofia ?, Orwell viene ricordato soprattutto per il contributo che diede alla letteratura distopica, di cui si servì nella sua lotta contro il totalitarismo. Dal punto di vista letterario egli si inserisce nel grande filone della letteratura satirica inglese, che si può far risalire a Jonathan Swift (in particolare I viaggi di Gulliver, ma anche il pamphlet Una modesta proposta). In realtà sono i saggi e gli articoli che – più di ogni altro suo scritto – costituiscono il contributo maggiore dello scrittore alla comprensione del suo tempo, oltre che un alto esempio di esercizio della ragione e dello spirito critico, attraverso uno stile di esemplare chiarezza.

La sua scrittura, pur esprimendo concetti complessi, è chiara ed usa parole ben comprensibili: Animal Farm (La fattoria degli animali) in particolare è stato più volte usato come lettura nei corsi di lingua inglese per stranieri. Esso è, sotto la parvenza di una favola per bambini, un'acuta parodia del comunismo centralista realizzato in Unione Sovietica: in una fattoria gli animali si ribellano ad un padrone umano crudele e dispotico, ma la rivoluzione si trasforma in una nuova tirannia capeggiata dai maiali, corrotti e avidi di potere come gli uomini e riassunta magistralmente dall'icastico motto: "Tutti gli animali sono uguali ma alcuni sono più uguali degli altri".

Orwell ammonisce a non credere alle favole, invita a mantenere sempre vigili la coscienza e lo spirito critico ed a dubitare delle rivoluzioni pur ritenendole necessarie; ci invita a dubitare del nostro stesso pensiero perché esso a sua volta potrebbe essere condizionato da un linguaggio (la neolingua di 1984) costruito ad arte per incarcerare/sedurre la nostra mente con le conseguenti devastazioni che il sonno della ragione provoca. Nonostante nel 21 gennaio del 1950 esala il suo ultimo respiro a causa del cedimento di un'arteria polmonare, non possiamo che ricordarlo come un amico, un genio dall'innaturale dote di esprimere concetti complessi in una manciata di pagine giallastre, ammiccando alla lotta contro il totalitarismo, credo che sia nostro dovere ringraziarlo, e non potremo fare altro ammirarlo fino in fondo per quello che era, uno sregolato dalla visione più ampia rispetto agli altri, una mano dolce in grado di trasmettere forti emozioni e un entusiasmo fuori dal comune.


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